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Rossi, i perchè della rinascita
Bianco_Nero94
view post Posted on 2/6/2008, 13:23Quote

Utente cancellato






Sono molti i possibili motivi per cui la Yamaha, specie quella di Valentino Rossi, quest'anno pare così forte. La M1, da moto in piena difficoltà nell'anno della bruciante sconfitta subita dalla Ducati, è divenuta una moto affidabile, veloce, a tratti imprendibile. Diversi fattori, che presi singolarmente hanno subito un notevole sviluppo, uniti tra loro stanno creando un'alchimia che forse neppure i vertici di Iwata ad inizio stagione, potevano immaginare così forte.

A differenza di quanto si poteva immaginare, le gomme hanno un ruolo marginale in questa trasformazione, poiché solo la moto di Rossi è passata con le Bridgestone, mentre le altre sono rimaste con Michelin. Valentino fa la differenza, le coperture nipponiche hanno spesso contribuito alla maggior aderenza specie verso fine gara, ma le gomme transalpine hanno mostrato notevoli sviluppi e mai come quest'anno si può parlare di equilibrio tra i due colossi di pneumatici.

Una delle caratteristiche che hanno evidenziato la crescita della Yamaha è il motore: dopo un primo anno difficile che i nuovi propulsori da 800cc, la M1 ha individuato step dopo step il giusto sviluppo per un motore incredibilmente veloce anche ad alti regimi, tanto che in pieno rettilineo la Yamaha non paga quasi più alcun km orario nei confronti della concorrenza.

La ciclistica, che è sempre stato uno dei punti di forza della moto dei tre diapason, garantendole una agilità impeccabile, è stata se possibile migliorata, grazie anche ad una centralina elettronica, che ben si sposa con la coppia esercitata dal propulsore. Il risultato è che fino a questo momento Rossi nelle sezioni miste non ha quasi mai commesso errori, nessuna derapata, nessuna perdita di tempo in uscita di curva.

Questo ha permesso dunque anche a Lorenzo, Edwards e Toseland di chiudere costantemente nelle prime posizioni, rendendo anche il team satellite Tech 3 assolutamente competitivo. Se poi si aggiunge la presenza di Valentino, che da quest'anno ha triplicato il suo lavoro, fisico con sedute extra per poter competere con i più giovani e anche tecnico. Rossi è presenza fissa nei paddock dal mercoledì, mai successo prima d'ora, a dimostrazione della volontà del dottore nel voler perfezionare al meglio il proprio mezzo circuito dopo circuito.

Con questa moto e con questo avversario dovranno competere Stoner e Pedrosa, bravi a chiudere a podio al Mugello, ma decisamente lontani sul passo di gara. Sul tracciato toscano Rossi ha ottenuto il suo settimo successo consecutivo, il nono della carriera. Al Mugello più volte abbiamo assistito a gare spettacolari, ma in questo 2008, Valentino ha subito fatto il passo chiudendo con ampio anticipo il discorso sulla vittoria.

Ora arriverà Barcellona, quel Montmelò che ci regalò la gara più bella del 2007 e che proiettò Stoner nell'olimpo dei grandi. L'australiano si dice soddisfatto per il ritrovato feeling con la sua Ducati. Crede nel successo catalano, proprio come Pedrosa, nato a pochi km dal circuito. Se al Mugello insomma non si poteva contrastare la furia del dottore, in Spagna sarà tutta un'altra storia. Forse.
 
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